LA TRAPPA FEMMINILE ARRIVA IN ITALIA

Da questa storia di povertà e grandezza, di persecuzione e fede, nasce, nell’anno 1875, il primo seme di vita trappista in Italia, sulle colline torinesi di san Vito.

La superiora di quel povero monastero, Madre Teresa Astoine scrisse in modo profetico:

“Dall’inizio di questa fondazione non ho fatto che un passo dopo l’altro, cercando di raggiungere l’obiettivo indicatomi dalla mano di Dio. Così ho sempre ricevuto quello di cui avevo bisogno nel momento opportuno. Abituata ormai a questi aiuti provvidenziali, io guardo senza timore all’avvenire di questa Casa; e sono inoltre intimamente convinta che essa sarà la Madre di tante altre.”

 

La comunità lascia san Vito il 14 settembre del 1898, trasferendosi a Grottaferrata, sulle colline romane. Come san Vito, anche Grottaferrata non sarà mai un vero e proprio monastero e la vita sarà sempre segnata dalla precarietà economica, anche a causa del contesto di guerra della prima metà del XX secolo.

Alla vicenda di Grottaferrata è legata soprattutto la figura profetica e carismatica di Madre Pia Gullini, colei che sensibilizzò la comunità all’ideale ecumenico e che fu l’ispiratrice del cammino di santità della beata Maria Gabriella Sagheddu, che morì nel 1939, a 24 anni, dopo aver offerto la sua vita per l’unità dei cristiani.

VITORCHIANO

Il secondo dopoguerra segnò l’inizio di una grande fioritura di vocazioni alla vita trappista, cosa che rese necessario, nel 1957, un nuovo trasferimento da Grottaferrata a Vitorchiano dove tuttora la comunità vive.

Fu sotto il lungo e illuminato abbaziato di Madre Cristiana Piccardo che la comunità si aprì all’invito del Concilio Vaticano II alla missionarietà (sempre all’interno del nostro carisma contemplativo e operoso). Per questo a partire dal 1968 si iniziarono a fondare nuovi monasteri in diverse parti del mondo.

LE FONDAZIONI

Il primo gruppo, formato da 22 sorelle fondatrici, partì nel 1968 per la Toscana (Valserena), dove la comunità si è sviluppata ed è diventata a sua volta madre di due nuove case: in Angola ed in Siria.

Poi ci fu l’apertura all’America Latina. Dieci sorelle partirono per l’Argentina (Hinojo – 1973) dove la comunità che vi si stabilì ha potuto, a sua volta, dare vita nel 2001 ad un nuovo monastero in Nicaragua.

Nel 1981 in seguito alla richiesta del vescovo di Talca (Cile) la comunità acconsentì a lasciar partire un nuovo gruppo di dieci sorelle. Anche in Quilvo la vita monastica si consolidò e si sviluppò tanto che ora la comunità, si è sentita pronta a rispondere affermativamente ad una richiesta di fondare un nuovo monastero in Brasile (Boa Vista 2010).

Nel 1987 la comunità di Vitorchiano poté farsi carico fattivamente e giuridicamente della fondazione venezuelana (Humocaro) inviando a più riprese alcune monache a sostegno delle prime due sorelle partite agl’inizi degli anni ‘70. Questo permise l’arrivo di numerose giovani del luogo che volevano abbracciare la vita monastica.


Nel 1987 Vitorchiano si apre a fondare in Oriente. La comunità, che da qualche anno aveva accolto 7 giovani indonesiane per formarle alla vita monastica, le inviò insieme ad altre sorelle non indonesiane per fondare un nuovo monastero nell’isola di Giava (Gedono). Questa comunità ha fondato a sua volta una piccola comunità in Cina, nell’isola di Macao. Nel 1995 partivano altre 10 sorelle per fondare la comunità filippina di Matutum.

Negli anni 2000, l’attenzione di Vitorchiano si rivolse di nuovo all’Europa e nel 2007 10 sorelle, tra cui tre ceche che dopo la caduta del muro di Berlino si erano presentate al monastero per vivere la vita monastica, hanno dato vita alla comunità di Naší Paní, nei pressi di Praga.

SANTA MARIA MÃE DA IGREJA IN PALAÇOULO

Dieci anni dopo la partenza per alla Repubblica Ceca, in coincidenza dell’anno centenario delle apparizioni di Fatima, la comunità di Vitorchiano si è aperta alla fondazione in Portogallo: Santa Maria Mãe da Igreja in Palaçoulo.

Nel luglio del 2016, monsignor Josè Cordeiro, vescovo di Bragança-Miranda, ha incontrato la comunità, comunicandoci la disponibilità ad accogliere un monastero trappista nella sua Diocesi.

Durante l’anno 2017 la parrocchia di Palaçoulo ci ha donato un terreno di circa 28 ettari per l’edificazione del Monastero e della Foresteria. La coincidenza di tale dono con l’anno centenario delle apparizioni di Fatima è stato per noi un segno della volontà di Dio, confermata poi, nel settembre, dall’approvazione che il Capitolo Generale del nostro Ordine ha dato al progetto di fondazione.

Il 26 gennaio del 2018 abbiamo ricevuto il nostro mandato: da allora all’interno della Comunità di Vitorchiano abbiamo iniziato a condividere lezioni di lingua, momenti di studio e di riflessione, e a pregare separatamente l’Ufficio divino in lingua portoghese.

Così questa nuova Comunità è cresciuta nel grembo della Comunità madre, con il sostegno e l’incoraggiamento delle sorelle che non sarebbero partite, ma che condividono la stessa nostra missione e lo stesso nostro desiderio di portare Cristo a tutti.

Il progetto architettonico è stato affidato ad una squadra di architetti portoghesi che hanno sviluppato il progetto a partire dalla foresteria che abitiamo dall’ottobre del 2020, mentre cresce il progetto architettonico del nuovo monastero, i cui lavori speriamo possano iniziare nell’estate 2021.

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